Kakebo, il libro giapponese per le finanze casalinghe.

Kakebo: quaderno per spendaccioni

Tutto quello che ho imparato nella vita, l’ho imparato dai libri. Se mi devo informare, se ho bisogno di svago o al contrario di sentirmi intelligente, se ho bisogno di certezze, di conforto, di ricordarmi qualcosa, di sentirmi vicino a qualcuno, il mezzo è sempre un libro. L’altro giorno ero in libreria per una delle mie incursioni tenaci e ingorde e ho visto questo quadernino incolore, con dei piccoli ideogrammi disegnati sulla copertina. Si trattava di un Kakebo, il libro giapponese per tenere in ordine le finanze casalinghe. Aprirlo mi ha fatto subito percepire che la mia vita aveva bisogno di una revisione, soprattutto per quello che riguardava le finanze. Oltre che in altri spazi della mia vita, anche in quello economico tutto è in disordine. Per gli oggetti di casa ho ricevuto tenui, ma decisivi insegnamenti da Marie Kondo. Il suo best seller è l’unico libro del genere che abbia mai letto fino alla fine (sto parlando dell’ormai famigerato “Il magico potere del riordino”). Visto che il Giappone mi è sempre così tanto di aiuto ho deciso che anche per le mie finanze mi affiderò ad un libro. Quindi dopo aver fatto mio (con ovvi riadattamenti) il sistema di Marie Kondo (che ha migliorato – e di molto – la qualità dei miei traslochi e dei miei bagagli, ma il cui sistema riesco ad applicare alla casa solo parzialmente e con scarsissimi risultati sul lungo termine) ho comprato il Kakebo.

Il Kakebo è un libricino in cui – in modo del tutto analogico – vengono annotate le proprie spese a partire dall’inizio dell’anno. All’interno un porcellino e un lupo rappresentano in modo ‘iconico’ le due verità della vita di ogni persona: sono una risparmiatrice, sono una vergognosa spendacciona. Entrambe sono vere, entrambe convivono in ogni persona e in ogni donna. Il Giappone c’entra perché il libricino l’ha inventato una donna, di nome Motoko Hani, che negli anni ’40 insegnava alle donne come tenere in ordine i conti della famiglia. E quindi mi sono detta, se me lo dice una donna giapponese, se me lo dice dal 1940, io ci credo, anche io ce la posso fare. La verità è che ieri ho avuto un diverbio piuttosto spiacevole con la proprietaria di casa mia. Il diverbio verteva su una bolletta di cui io non trovavo la ricevuta e della quale lei era sicura non le avessi mai corrisposto l’importo. Alla fine avevo ragione io: l’avevo pagata e ho trovato la ricevuta. E lei mi ha dovuto anche dei soldi indietro. Non ho goduto di questo suo errore, m’è dispiaciuto moltissimo. Vorrei usare il Kakebo anche per prevenire futuri alterchi con donne di 83 anni che vogliono del denaro da me. Credo mi farà bene.

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